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Kia Designers Award 2022


Kia e Camera Nazionale della Moda Italiana presentano Kia Designers Award, un contest rivolto a giovani designers a cui è data la possibilità di interfacciarsi con figure di spicco del settore e sperimentare, dando voce massima alla propria ispirazione.

Creatività, qualità, innovazione e design sono i valori che hanno guidato una speciale giuria tecnica nel selezionare sei finalisti che presenteranno sei outfit. Gli outfit verranno presentati presso il Fashion Hub di Camera Nazionale della Moda Italiana durante la Milano Fashion week di settembre 2022, alla fine della quale verrà annunciato il vincitore/la vincitrice.

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  • Kia Designers Award

I finalisti

Edoardo Terribilini, Camilla Ruggerini, Gianluca Regazzo, Lei Ann Orsi, Francesco Matera e DassùYAmoroso, i sei finalisti di Kia Designers Award, ripercorrono i momenti salienti del loro percorso per diventare designer. In un’intervista che mette in luce tutto il processo creativo, dalla ricerca di ispirazione alla fase di progettazione, scopriamo come il design e l’innovazione di Nuovo Kia Sportage abbia influenzato la creazione dei loro outfit.

Guarda le loro interviste:

La sfida

Kia Designers Award è il contest che dà voce al talento e all'ispirazione dei più promettenti studenti di moda. Dopo essere stati seguiti da affermati professionisti del settore selezionati da Camera Nazionale della Moda Italiana, i sei finalisti daranno voce alla propria creatività creando un outfit che unisca originalità e innovazione.

Solo uno tra loro avrà la possibilità di vincere il contest e realizzare un originale car wrapping che “vestirà” Nuovo Kia Sportage durante l'evento di chiusura della Milano Fashion week di settembre 2022 presso il Fashion Hub di Camera Nazionale della Moda Italiana.

Scopri di più sui sei finalisti:

DassùYAmoroso è un brand genderless del panorama italiano e internazionale fondato nel 2019 dai designers Stefano Dassù e Pasquale Amoroso. Diplomatisi rispettivamente in NABA e all’Accademia della Moda di Napoli, il duo condivide una visione estetica e artistica della moda come espressione delle diversità senza pregiudizi. La ricerca di DassùYAmoroso ha portato i due designers a indagare le realtà dei “nuovi mondi” che si esprime nel dialogo creativo tra digitale e reale così come in collezioni che rappresentano una società inclusiva nella quale ognuno possa esprimere se stess* senza barriere. L’idea di abito come “seconda pelle” si concretizza nella ricerca e nell’utilizzo dei materiali più innovativi grazie ai quali la realtà virtuale diventa un ampliamento delle coscienze dove principi e le certezze vengono messi in discussione. A settembre 2020 il marchio DassùYAmoroso è stato selezionato da Camera Nazionale della Moda Italiana e Vogue Italia per il progetto “Fashion Hub market” guadagnando consensi da parte di buyers, stampa nazionale e internazionale. Nel febbraio 2021 il brand viene scelto per la sezione di “Designers for the Planet” per l’approccio innovativo e contemporaneo ai temi della sostenibilità, per la sua forte identità stilistica e per l’alta sensibilità ai temi sociali.

Francesco Saverio Matera nasce a Matera nel 2000. Sin da bambino il designer desiderava creare e realizzare delle calzature, un sogno che sta realizzando grazie al suo marchio FSM, attraverso cui produce già delle mini-capsule collection e realizza abiti customizzati e su misura. Vincitore della borsa di studio di IED Milano, frequenta il secondo anno del corso in Fashion Design Accessori. È, inoltre, il vincitore del Woolmark Performance Challenge 2021, un prestigioso premio che ha permesso a Francesco Saverio Matera di approfondire la ricerca sulle tecnologie innovative e sostenibili della moda, nonché sui suoi processi produttivi: ricerca e attenzione al dettaglio sono, infatti, il cuore delle sue creazioni. Per Francesco Saverio Matera innovare significa prima di tutto ottimizzare: i materiali, i tempi, i processi produttivi e, insieme a questo, sfruttare al meglio le qualità di ogni fibra, organica e inorganica, per rendere i suoi prodotti senza tempo.

Lei Ann Orsi è nata e cresciuta a Lucca. Studia Fashion Design all’Istituto Modartech di Pontedera (PI) dove frequenta il terzo anno. Ama da sempre il mondo dell’arte ma il colpo di fulmine per la moda è arrivato nel 2013 quando ha visto una sfilata di Chanel disegnata da Karl Lagerfeld. Ad affascinare Lei Ann Orsi non sono stati solo gli abiti, ma anche le persone, come le modelle che contribuiscono a dare identità all’abito. Per Lei Ann Orsi, stilisti e designers sono dei veri artisti capaci di leggere e interpretare il mondo che li circonda creando opere d’arte, siano essi pezzi d’interni che abiti. Se l’utilizzo di nuove tecnologie e del digitale è necessario per rendere sempre più sostenibile il mondo della moda, alla base di tutto questo deve esserci una filosofia, un pensiero nuovo: questo è per Lei Ann Orsi il significato del termine innovazione. Il futuro ci propone una interazione sempre maggiore tra virtuale e reale ma in questa dicotomia è importante trovare un bilanciamento e la moda può porsi come un luogo di dialogo tra questi due universi.

Gianluca Regazzo è studente del primo anno magistrale del corso di laurea in moda presso l’università Iuav di Venezia. Nato e cresciuto in provincia di Venezia, in una famiglia che produceva abbigliamento in pelle su misura, ha iniziato fin da piccolo a interessarsi alla ricerca estetica dell’individuo, in cui il ruolo della materia e la massima attenzione al dettaglio diventano la sua visione del “fare” e dell’“interpretare” i linguaggi della moda. Parallelamente, la passione per la musica, che compone in modo autonomo, gli permette di creare un’unica sinfonia, un linguaggio sensoriale che si sviluppa su un doppio piano, quello del suono e quello della materia che utilizza valorizzando i processi di upcycling e recycling. Per Gianluca Regazzo l’unione tra l’alto artigianato e nuove tecnologie digitali è una delle vie progettuali da sperimentare per creare la moda del futuro, che vede come un mezzo per esprimere l’immaginario personale, in cui la valorizzazione del savoir-faire combinata a nuove soluzioni sostenibili, costituiscono gli elementi cardine della sua ricerca. Se la digitalizzazione sta portando l’uomo a esplorare uno nuovo rapporto tra il mondo fisico e virtuale, la moda ha la responsabilità di creare immaginari generatori di riflessioni nei confronti dell’attualità e dei problemi del mondo che ci circonda.

Camilla Ruggerini è nata e cresciuta a Concorezzo (MB). Studia Fashion Design in Naba Nuova Accademia delle Belle Arti, dove frequenta il terzo anno. Al centro della sua ricerca si pone il corpo, quale cassa di risonanza delle emozioni che produce l’incontro con la materia e che esprime nelle sue collezioni di gioielli e di abiti. Recupero e riutilizzo del materiale di scarto per creare capi personalizzati o unici e irripetibili diventano così una metafora attraverso la quale far parlare l’individuo e le sue emozioni. La tecnologia diventa così il mezzo attraverso la quale interpretare il futuro alla luce di una visione umanistica della moda in cui l’uomo e il suo corpo sono messi al centro di questa ricerca: innovare significa salvare l’essere umano dall’apatia. Per Camilla Ruggeri, virtuale non è sinonimo di digitale ma un luogo più ampio che comprende anche quel flusso di pensieri ed emozioni che dal corpo arrivano al cervello e grazie al quale la realtà percepita è lontana alla logica e alla ragione. Stampe e colori diventano allora i linguaggi estetici per comunicare questo messaggio che ci spinge a riflettere su chi siamo e dove stiamo andando.

Edoardo Terribilini ha 23 anni, è italiano ed è nato e cresciuto in Svizzera. Affascinato fin da piccolo dal mondo della moda e dai suoi linguaggi, ha frequentato il liceo professionale come textile designer per proseguire poi gli studi presso il Polimoda di Firenze, del quale frequenta l’ultimo anno. Nel 2022 ha vinto la borsa di studio dell’Oif Bunka Fashion Award, grazie a cui ha iniziato a collaborare con numerosi stilisti e brand, tra i quali Max Mara. Lo scorso anno è stato, inoltre, uno dei i vincitori del premio “Feel the Yarn” a Pitti Uomo. Per Edoardo Terribilini la moda si presenta come uno spazio bianco, aperto e creativo, attraverso il quale esprimere se stesso e rileggere i rapporti personali in un contesto più ampio, collettivo e sociale. Una narrazione al plurale, dove gli altri possono immedesimarsi e riconoscersi ma anche un modo per instaurare un dialogo tra presente e passato dove, insieme all’utilizzo di materiali riciclati e di scarto, si recupera la memoria, come quella del padre pilota e dei suoi abiti, da sempre fonte di ispirazione. Nella visione di Edoardo Terribilini la sfida tra realtà materiale e virtuale si propone come la ricerca di un equilibrio, una sorta di sliding-door dove il gaming e gli avatar non sono che il doppio, scoperto, di ognuno di noi, per il quale le creazioni artistiche non devono essere necessariamente funzionali a uno scopo ma un linguaggio attraverso il quale parlare.

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